La Storia

La bella storia di un parfumista di Grasse

 

Il mio nome è Pierre Stephane Rubis, sono nato a Roma tanti anni fa, forse è per questo che amo tanto l’architettura e l’incenso… La prima città che ho conosciuto è straordinariamente attraente ed il profumo d’incenso emanato dalle sue innumerevoli chiese è, a parer mio, affascinante quanto la sua bellezza. Confuso e indeciso tra l’architettura e l’incenso, una volta trasferito a Grasse, ho scelto di studiare l’arte del progettare e del costruire. Volevo diventare architetto. Ho studiato assiduamente per cinque lunghi anni ma, una volta terminati gli studi, ho capito che non sarebbe stata la mia strada. Mi mancava il profumo di Roma. Mi mancava l’incenso. Ero diventato un nostalgico grassois e non potevo resistere alla tentazione dei profumi che sentivo nell’aria della mia nuova città d’adozione. Con grande coraggio e passione decisi di iscrivermi alla Scuola di Profumeria di Grasse e nel tempo libero lavoravo come preparatore di essenze, presso la prestigiosa Maison Tombarel Frères; produttrice delle migliori materie prime per l’alta profumeria e vincitrice della medaglia d’oro all’Exposition Universelle del 1900 a Parigi. Ho amato lavorare con le essenze fin da subito, forse perché ho avuto la fortuna (e con un pizzico di presunzione, aggiungerei anche il talento) di essere nominato responsabile della preparazione dei concentrati di essenze naturali. Più che responsabile, ero da solo e mi divertivo quindi a creare accordi inediti, avendo a disposizione una palette di meravigliose materie prime naturali, che mai avrei potuto permettermi di acquistare con i denari di un giovane studente: oli essenziali, assolute, resinoidi... Ricordo ancora l’odore della rosa di Grasse, distillata nel mese di maggio, o quello inebriante del Gelsomino Grandiflorum che si coglieva all’alba nei giorni d’estate. Mettevo talmente tanta passione nel lavoro che svolgevo per preparare i preziosi concentrati, che il proprietario della Maison Tombarel Frères, vedendomi così giovane e zelante, decise di premiarmi e di inviarmi a Parigi dove l’azienda aveva un negozio di profumi ed essenze in Rue des Filles du Calvaire al numero 13. “Bene!”, pensai “il 13 porta fortuna”. E così, sono partito da Grasse alla volta di Parigi e della sua grandeur. La boutique era arredata con mobili retrò dalle linee sinuose ed eleganti. Ho ancora in mente, nonostante siano passati molti anni, l’aroma profondo e canforato del patchouly di cui erano intrisi misteriosamente il negozio e tutta la sua boiserie. Gli anni di Parigi sono stati per me una grande scuola: ho imparato a capire i gusti olfattivi delle clienti, provenienti da tutto il mondo, che frequentavano la profumeria. Donne raffinate in cerca di profumi esclusivi per sedurre i mariti, gli amanti, le amanti e prima di tutto se stesse. La mia timidezza iniziale, si è trasformata ben presto in abilità: riuscivo a capire che fragranza avrebbe scelto una cliente dopo pochi minuti di conversazione. I dettagli fanno la differenza ed io mi concentravo sui particolari delle signore: gioielli, pettinatura, trucco… Passai alcuni anni in questo tempio della profumeria e fu proprio quel periodo a darmi lo slancio verso una nuova avventura, quella di creare profumi. Volevo preparare delle fragranze seguendo le regole e i trucchi che avevo imparato, per soddisfare le appassionate di profumi più esigenti. Dovevo tornare a Grasse, dovevo tornare a casa per scegliere le materie prime e cominciare a scrivere le formule che avevo in testa. Cercavo il miglior Balsamo del Tolù, con una sfumatura olfattiva resinosa e zuccherina: sono partito quindi per la Colombia. Poi mi sono concentrato sui Fiori d’Arancio, di cui mi sono innamorato durante un viaggio in Tunisia, dove ho trovato un produttore di essenze che conservava gelosamente una qualità straordinariamente potente, che mai avevo sentito in tutta la mia vita. Sono tornato in Italia, la terra degli agrumi, per comprare il bergamotto. Mi piaceva talmente tanto che ho utilizzato addirittura l’essenza pura tra i capelli per sentirne l’aroma frizzante. Sono sempre alla ricerca di nuovi odori e profumi esotici. Ogni volta che mi dedico alla creazione di un nuovo profumo ho sempre davanti a me il ricordo delle incontentabili clienti di Parigi e questo mi spinge a dare il meglio. Alcuni anni fa, per esempio, volevo trovare la materia prima chiave per costruire un bellissimo accordo gourmand e sono venuto a conoscenza di un produttore di cacao nelle piccole isole vulcaniche di São Tomé e Príncipe, il secondo paese più piccolo d’Africa. Sono fave di cacao dal profumo intenso e amaro… volevo creare un profumo da mordere! Confezionai Cacao, anzi lo chiamai alla francese “Cacaò”. Durante ogni viaggio in questi posti sperduti, quando mi sentivo solo, pensavo a quanto mi mancava la frenesia e la mondanità della Costa Azzurra, il profumo del mare e della sabbia calda, il profumo del sole di Cannes. Così è nato “Maè”, per le clienti che amano il sapore del sale sulla pelle abbronzata e che desiderano il mare, appena esce un raggio di sole in città. Ho sempre creato i miei profumi migliori nei momenti in cui i ricordi olfattivi mi portavano a ripercorrere periodi felici della mia vita. Un giorno mi è tornata alla mente una cliente di Londra che desiderava un profumo particolare ed io non sono stato in grado di soddisfare la sua richiesta, nemmeno dopo averle fatto sentire circa due dozzine di fragranze. Voleva un patchouly, ma non uno qualsiasi, voleva un patchouly avvolgente con una sfumatura di vaniglia, un cuore di ambra e un fondo di musc. Ecco cosa cercava! Ed io fino a quel giorno non lo avevo capito. Molti anni dopo, quando mi sono ricordato di quell’episodio, sono riuscito a formulare la fragranza che quella cliente desiderava. “Le Supreme Patchouly”. Chissà se poi l’avrà mai comprato! “Vanille” è il desiderio di una splendida vaniglia dell’isola di Madagascar: una fragranza dalla dolcezza conturbante, languida come una bellissima donna dai tratti esotici. “Jamboree” nasce durante il viaggio in Egitto, dopo aver visitato i campi di lino vicino al Nilo, dove sono stato rapito dall’aroma sottile dei fiori azzurri che sbocciano su queste altissime piante. Non potevo non rendere omaggio nella mia collezione alla regina di Grasse, la Rosa Centifolia, a cui ho dedicato notti insonni per non cadere nella banalità di tutte le rose che già esistono in profumeria. La volevo fresca e cremosa, morbida come la seta e vellutata come una traccia di rossetto. Era lei, era la mia “Rose”. Blancheide è la mia personale collezione di profumi, creata per clienti come quelle che ho conosciuto nella mia vita, donne meravigliose, audaci, volubili e incontentabili. E se per caso non vi ho soddisfatte con questi profumi, forse è perché, come dissi allora alla cliente del patchouly “Io, Signora, non sono il suo profumiere, anzi, pardon, il suo parfumista”.

Pierre Stephane Rubis
Parfumista

PS: lascerò raccontare i miei profumi attraverso gli occhi di una donna, perché solo lei può descrivere quello che potrete sentire nei miei profumi.